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"Stampo,
mazzuolo, colore e tela. Più tutta la perizia e la fantasia dell'artigiano
stampatore". Ma qual è il
procedimento di realizzazione? "Preparato il telo di stoffa grezza sul
banco di lavoro, spiega Visini, si appoggia lo stampo sul tampone dove è
stato sparso il colore, poi con mano ferma lo si appoggia sulla stoffa,
canapa, lino o cotone, premendolo col braccio e battendolo col mazzuolo di
legno affinché il disegno si imprima sulla tela. Martellando più o meno
vivacemente a seconda della necessità, con regolarità o variazione di ritmo,
si conferisce all'opera quel tono personale che contraddistingue la preziosità
del lavoro dell'artigiano". Il bancone di stampa è leggermente imbottito
per consentire alla matrice di legno di aderire alla tela in ogni suo punto.
Lo stampo, opportunamente numerato, viene scelto tra una moltitudine di pezzi, "Solo
noi romagnoli, sottolinea Visini, conosciamo il segreto per preparare la pasta
ruggine ed intagliare le matrici di legno". Già, il colore, un elemento
su cui si sono accapigliati i puristi ma che, giocoforza, segue anche il
gusto. La tradizione più pura è rigorosamente fedele alla ruggine. La pasta
ruggine, nelle sue specifiche componenti, e soprattutto in relazione alle
proporzioni dei suoi
ingredienti, è il segreto di ogni stampatore, ma la sua composizione di base
è nota. L'elemento principale è, naturalmente, il ferro dolce,
opportunamente ossidato con aceto di vino in modo da produrre la ruggine. Ad
esso viene aggiunto solfato di ferro legato con farina di frumento: ciò che
ne risulta è una pasta collosa dall'intenso odore Terminato il
lavoro di stampa si passa alle successive fasi di asciugatura e il bagno di
fissaggio che vira i colori.
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